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COMUNICATO STAMPA - Migrazione, un’opportunità a triplice vantaggio per lavoratori, paesi ospitanti ed economie di origine: allineare competenze e mercati del lavoro per creare valore condiviso

Quasi una PMI su due nell’UE fatica a reperire lavoratori con le competenze adeguate. Due nuovi rapporti dell’ETF mostrano come un migliore coordinamento tra competenze, politiche del lavoro, governance e partenariati possa trasformare la mobilità in pros

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Bruxelles, 9 giugno 2026 – Se accompagnata da politiche efficaci, la migrazione per il lavoro può offrire un convincente “triplice vantaggio”: per i migranti, i paesi di origine e quelli di destinazione. È questa una delle principali conclusioni di due nuovi rapporti pubblicati dalla Fondazione europea per la formazione (ETF): “Competenze per una migrazione di manodopera equa ed efficiente” e “Competenze e migrazione in mercati del lavoro in evoluzione”. 

Con l’aumento della mobilità globale, i benefici restano distribuiti in modo diseguale. Lo sviluppo delle competenze, le esigenze del mercato del lavoro e le politiche migratorie risultano troppo spesso disallineati. Allo stesso tempo, la carenza di manodopera in diversi settori e il declino demografico continuano a intensificarsi in Europa, mentre cresce la domanda di talenti stranieri qualificati. Sistemi di competenze coerenti, informazioni affidabili sul mercato del lavoro e una governance efficace sono fondamentali per favorire una mobilità reciprocamente vantaggiosa.

«La migrazione per il lavoro non è automaticamente vantaggiosa per tutti», ha affermato Pilvi Torsti, direttrice della Fondazione europea per la formazione. «Quando le competenze vengono adeguatamente identificate, valorizzate e riconosciute a livello transnazionale, e quando le politiche sostengono la mobilità in modo equo ed efficiente, la migrazione può generare benefici significativi sia per i paesi di destinazione sia per quelli di origine e, soprattutto, per i migranti stessi».

«Come sottolineano due aziende europee su tre, abbiamo bisogno di manodopera qualificata anche da paesi extra-UE. L’agenzia ETF, con sede a Torino, lavora in questa direzione, per aiutare i paesi a noi vicini nell’identificare, sviluppare e riconoscere le competenze richieste dal mondo del lavoro», ha aggiunto Mario Nava, Direttore generale per l’Occupazione, gli affari sociali e l’inclusione della Commissione europea e Presidente del Consiglio di amministrazione dell’ETF.

A confermarlo sono anche i più recenti dati dell’Eurobarometro: le PMI europee segnalano difficoltà nel reclutare cittadini di paesi terzi e quasi la metà (46%) dichiara di avere difficoltà a trovare lavoratori con competenze adeguate. I rapporti di ETF evidenziano che, in assenza di un efficace coordinamento tra i paesi, le competenze rimangono sottoutilizzate, limitando così il potenziale di benefici economici, rendimenti sostenibili e risultati positivi in termini di sviluppo.

Dallo spreco di competenze alla valorizzazione dei talenti

Come emerge dai rapporti, le competenze dei lavoratori migranti sono cresciute insieme alla domanda, ma lo scarso riconoscimento delle qualifiche e il persistente disallineamento delle competenze ostacolano l’integrazione nel mercato del lavoro. Di conseguenza, molti migranti lavorano al di sotto del proprio livello di qualificazione, alimentando un diffuso “spreco di competenze”. Questo frena la produttività nei paesi di destinazione, riduce i benefici per quelli di origine e limita le opportunità di crescita professionale e personale dei migranti.

Per rendere la migrazione per il lavoro sostenibile nel lungo periodo, i rapporti propongono un passaggio da una “gestione dei flussi” orientata al breve termine a una governance delle competenze di lungo periodo, capace di generare benefici reciproci. Questo implica integrare la migrazione nei sistemi di istruzione e formazione e negli strumenti di analisi del mercato del lavoro. Anche i partenariati sulle competenze tra paesi di origine e di destinazione svolgono un ruolo fondamentale.

I casi di studio mostrano che gli approcci più efficaci combinano formazione pre-partenza, sviluppo delle competenze linguistiche e trasversali e un più ampio riconoscimento delle competenze e delle qualifiche acquisite in precedenza. Al contrario, approcci frammentati e programmi limitati al solo reclutamento tendono a favorire situazioni di precarietà.

Dati e sistemi: l’anello mancante

Le analisi evidenziano inoltre come l’efficacia delle politiche relative alla migrazione per il lavoro dipenda in larga misura dalla qualità dei dati disponibili. Informazioni armonizzate sul mercato del lavoro sono essenziali per identificare le esigenze di competenze, anticipare i fabbisogni e progettare percorsi di mobilità efficaci sia per i datori di lavoro sia per i lavoratori. Le lacune nei dati sulle competenze dei migranti continuano tuttavia a ostacolare l’elaborazione di politiche basate su evidenze e a limitare il pieno utilizzo del talento disponibile.

Nel frattempo, nei contesti caratterizzati da crisi e da elevata emigrazione, il deflusso di lavoratori genera preoccupanti carenze di manodopera. Ciò evidenzia la necessità di una governance delle competenze “sensibile alle dinamiche migratorie”, che integri direttamente la mobilità nei processi di previsione del mercato del lavoro. A tal fine, sono necessari ecosistemi istituzionali coerenti che colleghino il riconoscimento delle competenze, il coinvolgimento della diaspora, il reinserimento nel mercato del lavoro e il sostegno ai rimpatriati, al fine di facilitare la migrazione di ritorno e generare benefici sostenibili per i paesi di origine.

La Fondazione europea per la formazione

La Fondazione europea per la formazione (ETF) è l’agenzia dell’Unione europea che sostiene i paesi vicini dell’UE nella riforma dei sistemi di istruzione, formazione e mercato del lavoro. L’ETF collabora con quasi 30 paesi – dall’Ucraina ai Balcani occidentali, dal Mediterraneo meridionale all’Asia centrale e all’Unione africana – per rafforzare la sicurezza e la prosperità dell’UE e dei suoi vicini. L’ETF contribuisce attivamente allo screening di preadesione dei paesi candidati all’UE, al nuovo Patto per il Mediterraneo, ai partenariati per il talento e alla dimensione esterna dell’Unione delle competenze.

Il Consiglio di amministrazione dell’ETF, presieduto da Mario Nava, Direttore generale della Commissione europea per l’Occupazione, gli affari sociali e l’inclusione, riunisce rappresentanti di tutti i 27 Stati membri dell’UE e di quattro direzioni generali della Commissione europea. L’ETF ha sede a Torino, in Italia.

Relazioni con i media

Daria Santucci, +39 366 9639638; Leo Chapman, +39 375 1021024 - mediarelations@etf.europa.eu